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Vita e significato della sua letteratura

Giovanni Pascoli è la figura centrale della letteratura italiana. Fu un poeta di grande successo, professore universitario e critico letterario.

Nasce nel 1855 a San Mauro di Romagna, studia lettere a Bologna e in questo periodo si avvicina alla politica ed in particolare al movimento socialista. Viene arrestato durante una manifestazione e questo lo allontanerà per sempre dall’azione politica.

Nel 1867 muore il padre rompendo la serenità familiare e, quello che lui chiamerà nelle sue opere, il “nido”. Centrale nella sua letteratura sarà la sofferenza per la morte del padre che verrà personificato più volte nella natura e la volontà di ritornare al “nido familiare”.

Poetica del fanciullino

Pascoli ritiene che in ogni persona ci sia un “fanciullino”, ovvero, uno spirito sensibile capace di meravigliarsi delle piccole cose, propri come i bambini. Ciò che lo differenzia da un uomo comune è saper dar voce ed ascoltare il “fanciullino”: il poeta è un uomo semplice che gioisce delle cose più modeste e genuine.

Poesie più importanti

Lavandare: poesia, 1894

La poesia descrive le sensazioni del poeta che sente in lontananza i suoni del lavatoio e dei canti delle lavandare mentre è avvolto dalla nebbia. La canzone delle lavandare parla di una giovane donna abbandonata dall’innamorato che rimane sola come l’aratro in mezzo ai campi. Pascoli vuole far percepire la sensazione di vuoto e di abbandono.

X Agosto: poesia, 1896

La poesia è dedicata al padre che nella notte del 10 agosto 1867 viene assassinato mentre percorre la strada di casa. La parte centrale della poesia è la storia tragica della rondine uccisa prima del ritorno a casa dalla sua famiglia, proprio come suo padre. Le ali della rondine ricordano la figura di Gesù in croce che viene paragonato alla figura del padre per sottolineare la sua innocenza.

Significato della sua poetica

Per Pascoli la poesia ha un’utilità morale e sociale perché risveglia il sentimento poetico presente negli uomini che li avvicina tra loro e li allontana dalla guerra e dalla violenza.

La poesia ha un valore consolatorio perché rende meno sgradevole l’esistenza dell’uomo.

Curiosità

Chi non ha mai assaggiato la piada romagnola? Se ti piace la piada farcita con prosciutto
e squacquerone devi ringraziare Pascoli. Si, si dice che fosse un grande amante del buon cibo
e ritrovasse in questo piatto povero la convivialità ed i momenti in famiglia.

La sua preferita era con prosciutto e squacquerone ed è grazie a lui se ora in Romagna
è largamente diffusa.

Le dedica anche un poemetto intitolato “La Piada”.

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